domenica 19 maggio 2013


MESSA DEL GIORNO DI PENTECOSTE

 Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

 Salmo responsoriale

anda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Parola di Dio

Sequenza
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Parola del Signore

RIFLESSIONI SULLA PAROLA DEL GIORNO

I significati della pentecoste nell’antico vuole indicare il giorno della realizzazione della promessa di Gesù: Tornato al Padre, invierò lo Spirito Consolatore promesso. La festa delle primizie, venivano fatte offerte al Signore le primizie dei raccolti, in particolare quello del grano, simboleggiato da due pani che venivano offerti.
Nel nuovo testamento e fino ad oggi, e sarà per sempre, la nascita della chiesa e l’inizio della missione ricevuta da Gesù: Andate, ammaestratemi tutti i popoli, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo … La chiesa nata con la discesa dello Spirito Santo su gli Apostoli, deve essere una chiesa universale, deve accogliere tutti i popoli della terra.
Il segno di questa universalità è testimoniata dalla diversità delle lingue che incominciarono a parlare gli Apostoli.
Come deve essere vissuta, sempre, la pentecoste? Praticando il comandamento nuovo che il signore Gesù diede agli Apostoli e tramite gli apostoli a tutti, prima ascendere al cielo il giorno dell’Ascensione: Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi.
La prima prerogativa che debbono mettere sempre in pratica chi entra a far parte della chiesa di Cristo. Il vangelo di oggi si apre proprio con questo invito: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. L’invito di Gesù non è una imposizione della sua volontà, è invece la manifestazione più grande di libertà. Sapendo Gesù, per la sua onniscienza, che non tutti possono essere in grado di osservare i comandamenti per vari motivi, ha provveduto subito a dare l’aiuto necessario a tutti: (e) io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Il Paraclito
Lo Spirito Santo è sempre pronto a dare l’aiuto necessario per osservare i comandamenti. Quando si rifiuta questo aiuto si commette peccato, col peccato commesso non si appartiene più a Gesù, perché si è seguito lo spirito della carne: “Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene”.
Per non incorrere in alcuna trasgressione circa i comandamenti è necessario invocare lo Spirito Santo ogni giorno perché ravvivi in tutti la forza per osservare i comandamenti.

sabato 18 maggio 2013


DOMENICA  SOLENNITA’  DI  PENTECOSTE  MESSA  DELLA  VIGILIA

Dagli Atti degli Apostoli
Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.
Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente. Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d’Israele che io sono legato da questa catena».
Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.

Parola di Dio
Salmo responsoriale

Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto.

Il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo.

Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Parola del Signore

SABATO DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

 Dagli Atti degli Apostoli

 Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia. Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente. Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d’Israele che io sono legato da questa catena».
Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.

 Parola di Dio

 Salmo responsoriale

Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto.

 Il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo.

Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto.

 + Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Parola del Signore

 RIFLESSIONI SULLA PAROLA DEL GIORNO

 Oggi è l’ultimo giorno della novena di preparazione alla solennità della PENTECOSTE. Solennità che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e la Vergine Maria, in preghiera nel cenacolo.
La parola di Dio proclamata nella celebrazione della santa messa è già una manifestazione che la promessa fatta da Gesù, che ritornato al Padre avrebbe inviato lo Spirito Santo promesso, si è realizzata.
E’ lo Spirito Santo che opera in Paolo quando fu condannato a morte dai Giudei. Non volle ubbidire all’imposizione data di non annunciare Cristo risuscitato dai morti. Per questo fu giudicato e condannato alla morte. Non accetta la condanna e si appella al giudizio di Cesare. Condotto a Roma, in attesa del giudizio, continua ad annunciare Cristo morto e risuscitato dai morti. Accoglieva nella sua casa tutti quelli che andavano da lui e annunciava a tutti quello che riguardava la persona di Cristo.
Coraggio che solo lo Spirito Santo poteva dare a Paolo nel periodo della sua prigionia a Roma!
Se oggi non si ha il coraggio di testimoniare Cristo è perché nessuno crede nella potenza che dà lo Spirito Santo a chi lo invoca con fede. Forse vi sono molti che non sanno neppure dell’esistenza dello Spirito Santo, come terza persona della Santissima Trinità. E’ necessario che tutti, come ha detto Papa Francesco, all’inizio di ogni giorno invochiamo lo Spirito Santo chiedendogli la forza e il coraggio di testimoniare Cristo con la parola e con i fatti della vita.
Sono vere le parole di Gesù e si realizzano in coloro che le mettono in pratica: “Voi che siete cattivi e date cose buone ai vostri figli, tanto più il Padre celeste dona lo Spirito Santo a coloro che lo chiedono. Chiedete e vi sarà dato.
 

venerdì 17 maggio 2013


VENERDI’  DELLA  VII  SETTIMANA  DI  PASQUA

 Dagli Atti degli Apostoli

 In quei giorni, arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce e vennero a salutare Festo. E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo:
«C’è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna. Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l’accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall’accusa.
Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell’uomo. Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.
Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose. Ma Paolo si appellò perché la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare».

Parola di Dio

 Salmo responsoriale

Il Signore ha posto il suo trono nei cieli.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

Il Signore ha posto il suo trono nei cieli
e il suo regno domina l’universo.
Benedite il Signore, angeli suoi,
potenti esecutori dei suoi comandi.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore

RIFLESSIONI SULLS PSROLA DEL GIORNO

 Non mi è mai capitato nella mia lunga vita di sacerdote, ciò che mi è capitato quest’oggi mentre meditavo il brano del vangelo di Giovanni. Stavo incominciando a fare le prime considerazioni quando ho ricevuto una telefonata, da una persona amica, che mi ha raccontato la situazione che viveva e la faceva soffrire non poco.
Ho avuto dal Signore la pazienza e l’amore necessario per ascoltare il racconto. Come illuminato dallo spirito di carità fraterna, il Signore mi ha fatto vedere questo racconto, la storia di questa persona, alla luce della parola del giorno che stavo facendo. Le ho detto che la sua storia si era verificata già prima a San Paolo, e le ho letto la prima lettura. La situazione che viveva, mi ha portato a farle la domanda che Gesù fece, con insistenza, a Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?”.  Le ho detto che Gesù le stava facendo la stessa domanda fatta a Pietro, e aspettava la risposta da lei.
Convinciamoci che è Gesù a fare la storia della nostra vita! A noi non resta altro che accettare questa storia e avremo la giusta ricompensa.
In ogni avvenimento della nostra vita, Gesù ci chiede: Mi ami tu più degli altri? La domanda che viene fatta è la prova di amore che Gesù vuole da noi. Vuole sentire questa risposta: Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene.
Questa risposta deve essere la risposta che esce da un cuore che dice la verità. Papa Francesco proprio oggi, nell’udienza del mercoledì, ha detto cosa significa “conoscere la verità”. Conoscere la verità, significa conoscere Gesù perché lui è la verità e da noi vuole sentire solo e sempre la verità.
Se dico di amare Gesù, questo amore mi deve portare a compiere tutto quello che Gesù vuole che io faccia!
Dopo il colloquio, la persona si è tranquillizzata e ha chiuso la telefonata con parole nuove che esprimevano quella pace che non aveva prima.
Fratelli e sorelle dobbiamo accettare che siamo sempre posti davanti ad una scelta: la Verità o la menzogna? Gesù è la verità, il Diavolo è il principe della menzogna. A ciascuno la scelta con Gesù o con il suo acerrimo nemico il diavolo?
Gesù ha detto: Il vostro parlare sia sì sì – no no, il di più viene dal maligno. O con Me o contro di Me.

giovedì 16 maggio 2013


GIOVEDI' DELLA  VII  SETTIMANA  DI  PASQUA

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, [il comandante della coorte,] volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui Paolo veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.
Paolo, sapendo che una parte era di sadducèi e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti».
Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l’assemblea si divise. I sadducèi infatti affermano che non c’è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest’uomo. Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato».
La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza.
La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma».

Parola di Dio

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Parola del Signore

mercoledì 15 maggio 2013


MERCOLEDI’ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

 Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo diceva agli anziani della Chiesa di Èfeso: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio.
Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.
E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare e di concedere l’eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati.
Non ho desiderato né argento né oro né il vestito di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere lavorando così, ricordando le parole del Signore Gesù, che disse: “Si è più beati nel dare che nel ricevere!”».
Dopo aver detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti scoppiarono in pianto e, gettandosi al collo di Paolo, lo baciavano, addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Regni della terra, cantate a Dio.

Oppure:
Sia benedetto Dio che dà forza e vigore al suo popolo.

Mostra, o Dio, la tua forza,
conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
i re ti porteranno doni.

Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore,
a colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni.
Ecco, fa sentire la sua voce, una voce potente!
Riconoscete a Dio la sua potenza.

La sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi.
Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
Sia benedetto Dio!

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,11-19)

In quel tempo, [Gesù, alzati gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Parola del Signore

RIFLESSIONI SULLA PAROLA DEL GIORNO

 Il brano del vangelo di oggi è preso dal capitolo 17 del vangelo di Giovanni. Tutto il capitolo 17 è definito: “La preghiera di Gesù”. Prima di lasciare gli Apostoli e i discepoli, ha pregato il Padre Celeste perché si prendesse cura di tutti coloro che, durante la predicazione della buona novella, lasciarono tutto e lo seguirono. Pregò perché in un modo così accorato, mai manifestato durate tutto il tempo della vita pubblica.
In questa preghiera Gesù non chiede niente per Lui, non ha bisogno di niente perché tutto quello che ha il Padre gli appartiene. E’ una cosa sola con il Padre: Io sono in Te e Tu in Me. Chiede che tutti siano una sola cosa, come Lui è una sola cosa con il Padre.
Essere una sola cosa con Gesù, vuol dire compiere la stesse cose che ha fatto Gesù, accettare tutto dalla vita sull’esempio di Gesù. Non lasciarsi ingannare dalle lusinghe del Maligno e del mondo.
Perché Gesù ha elevato al Padre una simile preghiera, una preghiera che parte dal profondo del cuore e dice: “Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi”? Non voleva assolutamente che nessuno tra gli apostoli e i discepoli andassero perduti.
Gesù non voleva allora, non lo vuole ora, né la vorrà in futuro che qualcuno degli apostoli, dei discepoli e dei fedeli vada perduto.
Lungo i tempi, come nel passato, vi saranno sempre apostoli e discepoli per i quali Gesù ha pregato, prega e pregherà sempre. Questi sono tutti i membri del suo corpo mistico: il Papa, i vescovi, i sacerdoti, gli operatori della pastorale e i fedeli tutti.
Come persone scelte tutti debbono pregare per il gregge loro affidato. Non trascurare nessuno lasciandolo andare per dove vuole e come vuole. Essere attenti e andare in cerca della pecorella smarrita.
Si diventa responsabile davanti a Dio di essere stato pastore poco o per niente attento a proteggere il gregge dai pericoli del demonio, del mondo e della carne. Sant’Agostino ha scritto un lungo trattato sui “Pastori”, mettendo in evidenza le pecche dei pastori disinteressati del gregge. Rivolto a questi pastori disinteressati, per mezzo di sant’Agostino, Gesù dice che si prederà cura Lui di queste pecore.  
Per tutta l’umanità Gesù prega sempre, senza interruzione, perché del sangue che ha versato sulla croce, fino all’ultima stilla per la salvezza di tutti, non vuole che vada perso. Di questo amore di Gesù per tutti, si deve credere che si è preziosi agli occhi di Dio.
Non guardiamo chi ha sbagliato e con i suoi errori ha danneggiato il gregge di Cristo, preghiamo per questi pastori perché incomincino a prendersi cura del gesgge.
Se si crede nella potenza della preghiera e facciamo ricorso a lei non solo quando c’è lo scandalo, ma sempre il regno di Dio è già su questa terra.

martedì 14 maggio 2013


MARTEDI’ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA: SAN MATTIA APOSTOLO

 Dagli Atti degli Apostoli


In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era di circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Sta scritto infatti nel libro dei Salmi:
La sua dimora diventi deserta
e nessuno vi abiti”,
e: “Il suo incarico lo prenda un altro”.
Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione».
Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.


Parola di Dio

Salmo responsoriale

Il Signore lo ha fatto sedere tra i prìncipi del suo popolo.

 Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra?

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
 Parola del Signore

 RIFLESSIONI SULLA PAROLA DEL GIORNO

 Questi due brani della parola di Dio, hanno richiamato alla mente due concetti molto importanti. Il brano tratto dagli Atti degli Apostoli, ha richiamato l’importanza della vocazione che si riceve dal Signore e la gravità della non corrispondenza ad essa. Il brano del vangelo manifesta comeconservare e rendere efficace la vocazione ricevuta.
Prima di tutto bisogna capire perché il Signore chiama tutti ad una missione, diversa l’una dall’altra. Chi è chiamato alla vita consacrata, al sacerdozio, al matrimonio, ad essere catechista, dottore o dottoressa, ingegnere … perché, mediante la vocazione ricevuta, si faccia del bene a tutti, principalmente a se stesso. La vocazione ricevuta dal Signore è la strada da percorrere per salvare la propria anima e aiutare gli altri a salvarsi.
Come fa uno a comprendere la propria vocazione? Prima cosa da fare è pregare, lasciarsi guidare da coloro che il Signore ha posto come guida spirituale, approfondire la conoscenza degli impegni verso Dio, se stessi e il prossimo. Non si può avere una chiara conoscenza della propria vocazione se si cerca di fare tutto da solo.
La preghiera di discernimento della propria vocazione, conoscenza giusta degli impegni da assumere e ubbidienza alla guida che il Signore dà, tutto deve essere fatto con la grazia dello Spirito Santo. Come è avvenuta la scelta fatta per sostituire Giuda che tradì la sua vocazione di Apostolo? Attraverso la preghiera della comunità. Erano circa centoventi persone che pregarono per la scelta da fare. Nella preghiera si invocò lo Spirito che facesse comprendere chi doveva prendere il posto di Giuda. La scelta fatta non fu errata, segno che il Signore, attraverso la preghiera illuminò la mente di tutti e furono tutti concordi nella scelta.
Cosa molto importante che si richiede perché la preghiera sia efficace, deve basarsi sull’amore. L’amore unisce i cuori di quelli che pregano. Se manca questo amore la preghiera non ha nessuna efficacia. Ecco perché Gesù nel vangelo ribadisce ancora una volta la necessità di amarsi l’un l’altro. L’amore vero, quello che Gesù annuncia, si fonda sull’osservanza dei comandamenti e lo dice con molta chiarezza: “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”.
L’amore a cui accenna Gesù non è solo l’amore che si richiede per l’osservanza dei dieci comandamenti, abbraccia anche i comandamenti che si riferiscono a Dio e al prossimo. Da questi due comandamenti, amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi, ha detto Gesù, dipende tutta la legge e i profeti. In altre parole questi due comandamenti  sono la sintesi di tutta la sacra  scrittura.
Non sempre si riesce ad osservare questi comandamenti e vivere conforme alla volontà di Dio come prescrivono le sacre scritture. Abbiamo in cielo un grande intercessore presso Dio che intercede continuamente per tutti ed è sempre pronto a mandare lo Spirito Santo per avere forza e volontà sufficienti per realizzare tutto il bene necessario che richiede la propria vocazione.

lunedì 13 maggio 2013


LUNEDI’ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

 Dagli Atti degli Apostoli

Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso.
Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Regni della terra, cantate a Dio.

Oppure:
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome.

Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio.

I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.

 + Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Parola del Signore

RIFLESSIONI SULLA PAROLA DEL GIORNO

 “ … io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”.
Sono parole della liturgia della parola della messa di ieri. Queste parole debbono servirci in modo particolare in questi giorni di preghiera di preparazione a ricevere colui che il Padre Celeste ha promesso di inviare nel nome di Gesù, lo Spirito Santo.
Solo lo Spirito Santo può fare comprendere quello che il Signore vuole dire quando parla al cuore dell’uomo. Solo lo Spirito Santo può fare accogliere la parola, come parola di Dio e non come parola di uomini. Per questo bisogna chiedere lo Spirito Santo per tutti coloro che annunciano la parola di Dio. Annunciarla con la forza necessaria per farla penetrare nel cuore di chi l’ascolta. E’ necessaria quella forza che solo lo Spirito Santo può dare.
Un'altra cosa è necessaria per rendere efficace la parola di Dio nella vita dell’uomo: La fede. Anche la fede è un dono, e che viene fatto a coloro che la chiedono. Questo dono bisogna chiederlo continuamente e chiederlo nel nome di Gesù.
Un giorno Gesù fece osservare agli Apostoli che non avevano mai chiesto niente nel suo nome. Questa osservazione cerchiamo di non farcela fare anche a noi!
Le due letture di oggi sono molto chiare e dimostrano l’importanza di avere questi due doni sempre vivi nel cuore.
L’apostolo Paolo, parlando agli abitanti della città di Efeso chiede se avevano ricevuto lo Spirito Santo quando aderirono al vangelo loro annunciato. Alla risposta che non conoscevano nemmeno che esistesse lo Spirito Santo, Paolo chiese quale battesimo  avevano ricevuto, risposero: il battesimo di Giovanni. Il battesimo di Giovanni era un battesimo di conversione, battesimo che preparava il popolo a credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè  Gesù. Tutti chiesero di essere battezzati nel nome di Gesù, mentre ricevevano il battesimo si manifestò come lo Spirito Santo prese possesso dei nuovi battezzati perché incominciarono a profetizzare e a parlare lingue nuove.
Il brano del vangelo dimostra come è necessario la fede in Gesù. La fede in Gesù fa accettare e vivere le situazioni anche le più difficili. La fede in Gesù fa vincere anche la solitudine più grande che possa colpire qualsiasi vivente. Chi si abbandona totalmente in Gesù, non sarà mai solo nel cammino della vita, avrà sempre Gesù al suo fianco Gesù non abbandona nessuno che crede in Lui.

domenica 12 maggio 2013


DOMENICA  ASCENSIONE  DEL  SIGNORE

 Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

 Parola di Dio

 Salmo responsoriale

 Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

 Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.

Parola di Dio

 + Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore

 RIFLESSIONI SULLA PAROLA DEL GIORNO

 Il vangelo di oggi, solennità dell’Ascensione di Gesù al cielo, è un testamento che Gesù lascia a tutti, Apostoli, discepoli e fedeli di tutti i tempi.
Il testamento viene fatto per assegnare agli eredi tutto quello che si possiede per evitare inconvenienti che capitano sempre quando non si lascia un testamento.
Il contenuto del testamento lasciato da Gesù, causa inconvenienti non indifferenti nell’animo degli Apostoli e di tutti i fedeli di tutti i tempi. Tutti si aspettavano contenuto diverso, migliore, gratificante e simili, invece il contenuto è: sofferenze, morte per le contrarietà, anche gravi che non mancheranno, convertirsi continuamente, perdono da dare se si vuole essere perdonato.
Umanamente parlando, chi vorrebbe un testamento del genere? Eppure è doveroso accettarlo e viverlo se si vuole essere vincitori e meritare il premio promesso, la felicità eterna.
Il contenuto di questo testamento è la conferma e la realizzazione di tutto ciò che Gesù aveva annunciato e subito durante la sua evangelizzazione.
La storia della vita di Gesù, Figlio di Dio fattosi uomo, è la storia di tutti coloro che vogliono seguire Cristo. Camminare con Cristo, significa accettare tutto quello che ha accettato Cristo: umiliazioni, calunnie, accuse false, maltrattamenti, insulti, condanna a morte e tanti altri maltrattamenti, fino alla ingiusta condanna a morte.
I vantaggi di questo testamento che ci ha lasciato Gesù non si anna durante questa vita terrena, ma dopo questa vita e per meritarli è necessario fare tutta la trafila che ha fatto Gesù e viverla come l’ha vissuta Gesù.
Gesù ha accettato tutto con pace, serenità e umiltà, dando a tutti l’esempio e dire con il comportamento come si può raggiungere e possedere tutto quello che ha ricevuto Lui, ritornare a sedere alla destra del Padre.
Dopo le sofferenze, le malattie, le difficoltà, le contrarietà di questa vita, ci sarà il possesso di ogni bene e in sommo grado nella vita eterna, se tutto si accetta per amore verso Dio e verso il prossimo.
Con la sua Ascensione al cielo, Gesù è andato a preparare un posto per ciascuno. Questo posto l’ha preparato attraverso tutte le prove avute durante la sua vita terrena, noi per occupare il posto che ci ha preparato, dobbiamo versare quella goccia di sangue, come dice san Paolo, che manca alla salvezza che Gesù ci ha donato.

sabato 11 maggio 2013


SABATO  DELLA  VI  SETTIMANA  DI  PASQUA

 Dagli Atti degli Apostoli


Trascorso ad Antiòchia un po’ di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.
Arrivò a Efeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture. Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.
Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.
Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti. Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dio è re di tutta la terra.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

I capi dei popoli si sono raccolti
come popolo del Dio di Abramo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
egli è eccelso.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

Parola del Signore


 RIFLESSIONI SULLA PAROLA DEL GIORNO

 In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste parole di Gesù, che aprono il brano del vangelo di oggi, possono portare su di una strada sbagliata, non per colpa delle parole e per il valore che esse contengono ma per la falsa interpretazione che può dare ad esse l’uomo.
L’uomo è sempre preso da desideri di possedere bene materiali, se non si lascia guidare dallo Spirito Santo. Questa è la prima richiesta che bisogna fare al Padre, nel nome di Gesù, di donare lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo fa comprendere all’uomo cosa deve chiedere al Padre celeste nel nome di Gesù.
A proposito di questo, Gesù stesso ha messo l’uomo sulla giusta strada, quando ha detto: “Prima chiedete il regno di Dio e la sua gloria, e tutto il resto vi viene dato in aggiunta”.
Cosa c’è nel regno di Dio e che bisogna chiedere? L’amore, la pace, la gioia vera, la bontà, la carità fraterna, la misericordia, e ogni altro bene. Tutte queste cose sono la gloria di Dio, queste cose bisogna chiedere e quando l’uomo nel proprio cuore possiede queste virtù, non desidera più niente. Si sente appagato dal possesso di queste virtù e i suoi desideri si allontanano sempre di più dal desiderio di possedere beni materiali.
Dio Padre è sempre pronto ad accontentare i suoi figli in ogni cosa perché ama i suoi, ama proprio come il più buon Padre.
Entriamo in questa verità meravigliosa, crediamo veramente che Dio ci ama e non ci nega niente di tutto quello che gli chiediamo, purché la richieste fatte non vertano su beni materiali.
La rivelazione dell’amore del Padre, Gesù la dà negli ultimi momenti della sua vita terrena, perché quando sarà il momento del suo ritorno al Padre, nessuno si rattrista, nessuno si senta solo, nessuno si scoraggia. La certezza dell’amore del Padre, rivelazione fatta prima della sua passione, deve servire a tutti gli Apostoli e discepoli a superare il dolore della separazione.
Questo discorso fatto da Gesù ai suoi discepoli e che oggi ha fatto a noi e a tutta l’umanità, deve portare tutti a credere in  tutto quello che Gesù ha rivelato circa la persona del Padre Celeste. Incominciamo ad amarci tra noi, per conseguenza ne verrà fuori anche l’amore verso il Padre. San Giovanni ha detto: Chi dice di amare Dio che non vede, e poi non ama il fratello che vede è un bugiardo.