martedì 25 giugno 2013

MARTEDI’ DELLA XII SETTIMANA DEL T. O.

Prima lettura

Dal libro della Gènesi

Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro. Ma anche Lot, che accompagnava Abram, aveva greggi e armenti e tende, e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nella terra. Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. Non sta forse davanti a te tutto il territorio? Separati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra».
Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra – come il giardino del Signore, come la terra d’Egitto fino a Soar. Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro: Abram si stabilì nella terra di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma. Ora gli uomini di Sòdoma erano malvagi e peccavano molto contro il Signore.
Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: «Alza gli occhi, e dal luogo dove tu stai, spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente. Tutta la terra che tu vedi, io la darò a te e alla tua discendenza per sempre. Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti. Alzati, percorri la terra in lungo e in largo, perché io la darò a te». Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Signore, chi sarà ospite nella tua tenda?

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

Canto al Vangelo (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Parola del Signore

RIFLESSIONI

Questi due brani della parola di Dio proposti in questa liturgia si completano e si spiegano vicendevolmente.
Dal libro della genesi abbiamo il racconto della situazione che s’era venuta a creare tra Abramo e Lot. Tutti e due avevano molti beni tanto che non potevano stare insieme perché il territorio molto piccolo, non poteva contenere i loro beni.
Abramo propose a Lot di guardare bene il territorio e poi fare la sua scelta. Abramo face questa proposta per evitare che sorgessero litigi tra di loro. Lot accettò la proposta e scelse la valle del Giordano molto fertile e irrigata da abbondanti acque, territorio confinante con Sodoma e Gomorra. Lot stabilì la sua dimora vicino a Sodoma. Abramo scelse la terra opposta a quella scelta da Lot, la terra di Canaan, zona montuosa e arida. Il Signore premiò lo spirito di pace ed amore che ebbe Abramo, per evitare litigi tra lui e Lot. Il premio che fece il Signore ad Abramo, trasformò quei luoghi aridi e montuosi, in terra che incominciò a produrre “latte e miele”, segno di abbondanza di ogni bene.
In questo racconto sono racchiusi i valori morali e spirituali del vangelo. Gesù dice: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. In questo monito di Gesù è racchiuso un grande insegnamento ed è questo: Desidero rispetto, educazione, giustizia, pace, armonia, eccetera dagli altri. Tutte queste cose debbo essere io per primo a darle agli altri e poi aspettarmi di riceverle dagli altri. Non si riceve il contraccambio, non si deve smettere di dare tutto il bene che si è capace di dare, sarà il Signore a premiare la generosità avuta verso gli altri, come ha premiato la generosità di Abramo verso Lot.
“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano”.
E’ umano che quando si fa del bene agli altri, si prova avversione con chi l’ha ricevuto! Non bisogna lasciarsi trasportare da questi sentimenti poco, anzi per niente piacevoli al Signore, Gesù vuole che si vinca il male facendo il bene. Per questo si è invitati ad entrare per la porta stretta. La porte dell’egoismo, della cattiveria, dell’irriconoscenza, dell’indifferenza verso gli altri per il bene ricevuto è una porta larga che conduce alla perdizione eterna, e sono molti che prendono questa strada!
Fare del male di qualsiasi tipo, non ci vuole niente. Basta assecondare il proprio istinto. Il cristiano non si può fare comandare dall’istinto naturale.
Tutti siamo posti davanti a questa scelta: prendere la strada larga che porta alla perdizione eterna di ogni bene, o  la strada stretta che porta al possesso eterno di ogni bene?
Tutti abbiamo ricevuti dei doni, dei carismi per conquistare la vita eterna, facciamo buon uso di questi doni e il paradiso sarà aperto, e sarà la giusta ricompensa per tutti coloro che hanna ricambiato col bene il male ricevuto.

Preghiera dei fedeli

Fratelli, lo Spirito Santo è il principale ispiratore della preghiera della chiesa; affidandoci alla sua intercessione, innalziamo al Padre la nostra supplica. Preghiamo insieme e diciamo:
Esaudisci il tuo popolo, Signore.

Per la Chiesa, perché la parola di Cristo la solleciti a continua e profonda conversione per testimoniare la strada della salvezza. Preghiamo:
Per la nostra società, perché non si abbandoni alla ricerca esclusiva del benessere materiale, ma ritrovi l'entusiasmo per gli ideali di verità, di carità e giustizia.
Preghiamo:
Per il mondo del lavoro, perché la difesa degli interessi personali contempli il rispetto dei diritti altrui, e la solidarietà prevalga sull'egoismo. Preghiamo:
Per quanti soffrono nel corpo e nello spirito, perché il conforto della fede li aiuti ad offrire a Dio la loro condizione terrena, come pegno per la salvezza eterna. Preghiamo:
Per tutti noi, perché in ogni circostanza riconfermiamo la nostra appartenenza a Cristo per continuare la sua opera dentro il mondo. Preghiamo:
Per le persone non credenti. Preghiamo:
Per quelli che più faticano a rinunciare alle seduzioni del mondo. Preghiamo:

O Signore, che hai condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana, aiutaci a riconoscere la strada che porta ad una pace piena, affinché con la vita rendiamo gloria a te che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.



lunedì 24 giugno 2013

LUNEDI’ DELLA XII SETTIMANA DEL T. O.
24 GIUGNO SOLENNITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA.

Prima lettura

Dal libro del profeta Isaìa

Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.   

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.

Seconda lettura

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, [nella sinagoga di Antiochia di Pisìdia,] Paolo diceva:
«Dio suscitò per i nostri padri Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”.
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele.
Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”.
Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza».

Parola di Dio

+ Dal Vangelo secondo Luca

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

Fratelli, oggi festeggiamo la nascita di Giovanni Battista. E un giorno di gioia, nel quale ci è annunciato il Messia. Infatti a suo tempo Giovanni lo indicherà ai suoi discepoli: "Ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo". Il Signore conceda anche noi di metterci con tutte le nostre energie al servizio di Cristo e di preparare la sua venuta nel mondo.

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1.      Per la Chiesa, affinché annunci senza paura il messaggio del Vangelo, e riveli la presenza di Cristo, sempre vivo e presente in lei: preghiamo.
2.      Per i pastori della Chiesa. Perché predichino coraggiosamente la verità, ma lo facciano con umiltà, pazienza e carità, affinché essa sia da tutti accettata: preghiamo.
3.      Per i cristiani. Perché si sforzino di mettere in pratica per primi gli insegnamenti di Cristo, per insegnarli con maggior efficacia nel loro ambiente di vita: preghiamo.
4.      "Che sarà mai questo bambino"? - si domandava la gente, parlando di Giovanni Battista. Perché i genitori si preoccupino di preparare l'avvenire dei loro figli, rivelando loro un Cristo vivo, dinamico e pieno di amore: preghiamo.
5.      Per la nostra comunità. Perché ognuno si impegni a vivere nello spirito di Giovanni Battista, osservando per primo gli insegnamenti di Cristo per poterli insegnare agli altri: preghiamo.


Signore, tu sei sempre "colui che viene". Fa' che anche noi, sull'esempio del Battista, prepariamo la tua venuta in mezzo ai fratelli. Fa' che sappiamo aprire il loro cuore e la loro anima, senza mai cedere allo scoraggiamento, ma contenti di spendere tutte le nostre forze al tuo servizio. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

domenica 23 giugno 2013

XII STTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Prima lettura

Dal libro del profeta Zaccarìa

Così dice il Signore:
«Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito.
In quel giorno grande sarà il lamento a Gerusalemme, simile al lamento di Adad-Rimmon nella pianura di Meghiddo.
In quel giorno vi sarà per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l’impurità».

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.

Seconda lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati Gal 3,26-29

Fratelli, tutti voi siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.
Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.
Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.

Parola di Dio

+ Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,18-24

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

Parola del Signore

RIFLESSIONI

L’insegnamento che dà la parola di Dio oggi è la manifestazione della grande misericordia di Dio. Nonostante tutte le iniquità commesse sia dalla casa di Davide che dagli abitanti di Gerusalemme, arrivati fino al DEICIDO, a crocifiggere “Il CRISTO DI DIO” come attesta San Pietro nel vangelo, ha usato misericordia per i loro peccati.
Il Signore usa misericordia per tutti, purché si ritorna a Lui con tutto il cuore. Col  sincero e fermo proposito di spezzare ogni attaccamento al male, di qualsiasi tipo. Non possiamo servire a due padroni, ha detto Gesù nel vangelo di ieri, per questo è necessario o con lui o col diavolo. Non ci possono essere compromessi di sarte con Dio.
Tutti col battesimo ricevuto, siamo stati rivestiti di Cristo e diventati figli di Dio in Gesù Cristo, per questo nessuno è escluso dalla misericordia di Dio. Anche se si è stato reo dei peccati più abominevoli, Dio Padre perdona i suoi figli pentiti per il male fatto. Ricordiamo la parabola del Padre Misericordioso!
Inseriti in Cristo per il battesimo si deve camminare come ha camminato Cristo, accettare tutto come Cristo ha accettato tutte le prove della sua vita. Si è lasciato maltrattare, accusare come malfattore, come sobillatore del popolo. Non ha reagito a nulla di tutto il male che gli è stato fatto. Ha perdonato tutti, anche i suoi crocifissori: PADRE PERDONALI, PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE FANNO.
Inseriti in Cristo, seguaci di Cristo, a tutti Cristo dice: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».
Egli tratta tutti come amici, vuole che lo accompagnino nel suo cammino e prendano parte alle sue sofferenze. Il suo destino deve essere anche il loro. Che essi portino ogni giorno la loro croce. Gesù non parla del martirio, che può capitare una sola volta, ma delle sofferenze che ognuno incontra nell’adempimento serio del proprio dovere e delle difficoltà quotidiane che devono essere sopportate pazientemente grazie all’amore per lui.





Preghiera dei fedeli

Il Signore ci chiede di non accontentarci di farci dire da altri chi Egli sia, ma di ricercare il Suo volto con originalità e sincerità. È questo il nostro cammino di vita in quanto cristiani.
Preghiamo insieme e diciamo:

Signore donaci la fede per riconoscerti.

1. Perché il nostro desiderio di risposte facili non ci impedisca di ricercarti ogni giorno. Preghiamo.
2. Perché la coscienza di averti accanto sia uno stimolo per seguire il tuo esempio d’amore. Preghiamo.
3. Perché prima di valutare le caratteristiche di un nostro fratello ci ricordiamo che tu l’hai salvato per come è. Preghiamo.
4. Perché la coscienza della tua grandezza non sia solo occasione d’entusiasmo, ma anche d’impegno paziente. Preghiamo.


O Padre, il tuo amore per noi va oltre la nostra incapacità di chiamarti per nome. Aiutaci a far sì che questa nostra mancanza si manifesti sempre di meno. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

sabato 22 giugno 2013

SABATO DELL’  XI SETTIMANA DEL T. O.

Prima lettura

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, se bisogna vantarsi – ma non conviene – verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. Di lui io mi vanterò!
Di me stesso invece non mi vanterò, fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni.
Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Gustate e vedete com’è buono il Signore.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.

Venite, figli, ascoltatemi:
vi insegnerò il timore del Signore.
Chi è l’uomo che desidera la vita
e ama i giorni in cui vedere il bene?

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Parola del Signore

RIFLESSIONI

In ogni creatura, in ogni persona, c’è un padrone che possiede tutto l’essere vivente e lotta strenuamente per non perdere niente di tutto ciò che gli appartiene. Questo padrone “assoluto” è L’IO.
All’esterno di ogni creatura c’è un altro padrone che desidera entrare in ogni creatura e ha difficoltà a poter entrare. Quest’altro patrone che vorrebbe entrare è DIO.
Quale enorme differenza tra i due padroni! L’IO, rende schiavo la creatura, DIO invece la rende libera. Tra i due padroni c’è una lotta continua per prendere possesso della creatura.
L’IO inganna la creatura facendole credere che lo stare bene è possedere sicurezza di vita, beni abbondanti, spensieratezza e ogni altro piacere materiale.
DIO al contrario vuole far capire alla creatura che la sicurezza della vita non sta nel possedere beni materiali, bensì nel possedere la pace, la serenità, la tranquillità, la gioia vera non effimera e passeggera, in altre parole la sicurezza della vita consiste nell’abbandonarsi completamente in Dio. Aver fiducia totale in Dio che provvede a tutto quello che la creatura ha bisogno. Il brano del vangelo di ieri insegna a non accumulare beni e ricchezze materiali, dove tignola e ruggine rovinano e i ladri scassinano. Accumulare invece tesori in cielo dove né tignola e ruggine rovinano e i ladri non possono scassinare e rubare.
A proposito di tutto questo, il vangelo odierno dice chiaramente: non si può servire a due padroni o si ama l’uno e si odia l’altro e viceversa. Non si può servire Dio e il denaro, le ricchezze. Bisogna fare una chiara e definitiva scelta o con DIO o col suo nemico il DIAVOLO. O si ama il dio denaro, il dio ricchezze e si odia il vero Dio, o si ama Dio e si odia il Diavolo.
Il diavolo può dare solo la perdizione eterna, Dio, e solo Lui, può dare la salvezza e la felicità eterna.
A ciascuno la scelta: con il diavolo e i suoi seguaci o con Dio e gli angeli in eterno?

SIGNORE ABBI MISERICORDIA PER CHI NON SCEGLIE TE.

 Preghiera dei fedeli

Fratelli, mediante il battesimo il Padre ci ha accolti nel suo grande disegno di salvezza. Supplichiamolo perché ci aiuti a vivere ogni giorno confidando nella sua provvidenza, dicendo:
Signore, aumenta la nostra fede.

Per il popolo di Dio, perché riconfermi il suo rifiuto agli idoli del denaro e del potere e mantenga viva la coscienza di essere chiamato alla santità. Preghiamo:
Per le autorità civili e i potenti del mondo, perché la ricerca del bene dell'uomo li spinga a realizzare una distribuzione più equa delle risorse. Preghiamo:
Per i poveri e i sofferenti, perché la memoria di Cristo, provvidenza di Dio, li aiuti a vivere le difficoltà quotidiane fiduciosi della benevolenza divina. Preghiamo:
Per i genitori e gli educatori, perché infondano nelle giovani generazioni il distacco dalle cose materiali e la volontà di possedere i beni spirituali. Preghiamo:
Per noi cristiani, perché vinciamo la continua tentazione del compromesso che il mondo ci propone, per servire in tutto Colui che è morto per i nostri peccati. Preghiamo:
Per chi vive ancora autocentrato.
Per i disoccupati del nostro quartiere. Preghiamo:

Padre buono, che nell'eucaristia ci offri come cibo quotidiano il corpo del tuo unico Figlio, donaci di testimoniare nella carità la tua provvidenza per ogni uomo. Per Cristo nostro Signore. Amen.


venerdì 21 giugno 2013

VENERDI’  DELL’  XI SETTIMANA DEL T. O.
San Luigi Gonzaga – religioso

Prima lettura

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, dal momento che molti si vantano da un punto di vista umano, mi vanterò anch’io.
In quello in cui qualcuno osa vantarsi – lo dico da stolto – oso vantarmi anch’io. Sono Ebrei? Anch’io! Sono Israeliti? Anch’io! Sono stirpe di Abramo? Anch’io! Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte.
Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità.
Oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?
Se è necessario vantarsi, mi vanterò della mia debolezza.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

Parola del Signore

RIFLESSIONI

Da alcuni giorni San Paolo sta accompagnando, la liturgia della parola con un brano della seconda lettera ai Corinti. Lettera scritta alle comunità cristiane nate con la sua predicazione.
Perché San Paolo scrisse a queste comunità?
Tra queste comunità erano sorti dei malcontenti, delle controversie e si accusavano gli uni gli altri. San Paolo, come responsabile primo di quelle comunità, sentì il dovere di intervenire per fare chiarezza e cercare di creare una nuova comunione tra tutti.
Richiamò tutti a non essere pomo della discordia, ma vivere insieme amandosi e perdonandosi scambievolmente. Di non fare discriminazione alcuna tra di loro, di non ritenersi l’uno più bravo dell’altro. Cose queste che sono esistite ed esisteranno sempre a causa del Diavolo che vuole e si impegna con tutte le forze a seminare zizzania nel cuore di tutti per creare discordia.
A distanza di secoli, siamo nel terzo millennio, ancora esistono contrasti, violenze, malumori, invidia, presunzione, giudizi e ogni altro male nelle comunità dei credenti. La parola di Dio, che è sempre la stessa: ieri – oggi e sempre, mediante la chiesa richiama ancora oggi alla pace, alla comunione, all’amore scambievole, al rispetto della dignità degli altri, a non fare distinzione di appartenenza, di nuovi nella fede, perché da poco convertiti, e quindi poco credibili o adulti nelle fede perché convertiti da molto tempo e fanno autorità nei confronti degli altri.
Il papa Francesco, proprio in questi giorni, ha esortato i cristiani ad essere tutti uniti senza alcuna discriminazione, mettendo in comune i carismi di ciascuno. Sono i carismi presenti nelle chiese che creano la comunione mettendoli al servizio di tutti.
Bisogna guardare al bene che tutti possiedono, così vediamo la luce che risplende mediante il bene che si compie, tutto il corpo risplende.
Impariamo tutti a vedere il bene che viene compiuto da tutti, anche se qualche volta si commettono degli errori Impariamo a tenere il nostro occhi puntato solo sul bene che si compie e tutto il corpo mistico, che è la chiesa, risplende di viva e santa luce.

Preghiera dei fedeli
La parola di Dio è luce sul nostro cammino, fondamento della nostra fede e alimento di comunione fraterna. Preghiamo insieme e diciamo:
Per la tua bontà, ascoltaci, Signore.

Perché la forza dello Spirito ci indichi il retto uso dei beni terreni per vivere attenti ai beni del cielo. Preghiamo:
Perché l'esortazione di Cristo a seguirlo, trovi ascoltatori attenti e disponibili, e continui a suscitare nella Chiesa vocazioni alla vita contemplativa. Preghiamo:
Perché tutte le classi sociali lavorino per costruire una convivenza più giusta e pacifica, basata sul rispetto della dignità dell'uomo. Preghiamo:
Perché i ricchi e gli avidi comprendano che anche le più grandi ricchezze terrene si consumano, e che solo i beni del cielo sono incorruttibili. Preghiamo:
Perché i giovani rifiutino gli idoli mondani e, sostenuti dalla testimonianza della comunità cristiana, preferiscano sempre la società dell'essere a quella dell'avere. Preghiamo:
Per gli evangelizzatori e i catechisti.
Per la purificazione dei nostri sentimenti.


O Dio, eterna luce e giorno senza tramonto, assisti il tuo popolo e conducilo alla meta del suo pellegrinaggio terreno, Cristo nostro Signore, che vive e regna con te per i secoli dei secoli. Amen.

giovedì 20 giugno 2013

GIOVEDI’ DELL’ XI SETTIMANA DEL T. O.

Prima lettura

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, se soltanto poteste sopportare un po’ di follia da parte mia! Ma, certo, voi mi sopportate. Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta. Temo però che, come il serpente con la sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo.
Infatti, se il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, o se ricevete uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo. Ora, io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi “super apostoli”! E se anche sono un profano nell’arte del parlare, non lo sono però nella dottrina, come abbiamo dimostrato in tutto e per tutto davanti a voi.
O forse commisi una colpa abbassando me stesso per esaltare voi, quando vi ho annunciato gratuitamente il vangelo di Dio? Ho impoverito altre Chiese accettando il necessario per vivere, allo scopo di servire voi. E, trovandomi presso di voi e pur essendo nel bisogno, non sono stato di peso ad alcuno, perché alle mie necessità hanno provveduto i fratelli giunti dalla Macedonia. In ogni circostanza ho fatto il possibile per non esservi di aggravio e così farò in avvenire. Cristo mi è testimone: nessuno mi toglierà questo vanto in terra di Acàia! Perché? Forse perché non vi amo? Lo sa Dio!

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Le opere delle tue mani sono verità e diritto.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano.

Il suo agire è splendido e maestoso,
la sua giustizia rimane per sempre.
Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore.

Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli, per sempre,
da eseguire con verità e rettitudine.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore

RIFLESSIONI

Spero e mi auguro che per tutto il tempo che il Signore vorrà tenerci insieme e i  superiori lo permettono, non ci sia da parte mia motivo alcuno di discordie o controversie circa il modo di vivere da cristiano.
Ho detto: per tutto il tempo che il Signore vuole … perché questo mio parlare attraverso il blog mi fa sentire vicino a tutti voi che leggete e a quelli che leggeranno la pagina LA PAROLA DEL GIORNO. Avverto dentro di me come stessimo insieme a parlare e commentare la parola di Dio. Né dico cose diverse di quelle che vuole il Signore. Esprimo solo quei pensieri, sentimenti che sento forte nel mio cuore e li comunico a tutti perché tutti ne ricavassimo un pò di bene per la nostra anima.
Oggi il Signore Gesù ci mette in guardia e ci esorta a non pregare come i pagani, i quali credono che la preghiera è un insieme di molte parole. Non è questa la preghiera 
 e il modo di pregare. La preghiera è quella che è stata insegnato a tutti da Gesù: IL PADRE NOSTRO.
Il Padre nostro, essendo la preghiera formulata da Gesù, deve essere recitata con amore, con attenzione, col cuore e grande sentimento.
Come se in questo momento stessimo vicini e formiamo un bel gruppo e proviamo a recitare il Padre nostro. Mentre la recitiamo, ad ogni invocazione fermiamoci ed esaminiamoci:
               Padre nostro:     vivo da figlio di Dio e fratello con tutti voi?
                   Che sei nei cieli: desidero le cose del cielo o quelle terrene?
                   Sia sanificato il tuo nome: Onoro il nome di Dio col parlare, con fatti e
       tutto me stesso?
Venga il tuo regno:             Se poi cerchi gloria per le cose del mondo!
Sia fatta la tua volontà:      Quante volte ci si è lamentati nelle prove!
Dacci oggi il nostro pane:  Quante volte si è stati egoisti e non abbiamo condiviso con gli altri.
Rimetti a noi i nostri debiti: Forse anche in questo momento conserviamo rabbia, rancore verso qualcuno.
Non ci indurre in tentazione: Forse dopo essersi confessato, si conserva ancora l’attaccamento al peccato.
Ma liberaci dal male:          Si combatte veramente il male, o ci si vive dentro fino al collo.
Nessuno può dire AMEN se prima non si corregge e si rinuncia veramente al peccato. Solo allora si può recitare veramente il Padre nostro. Esercitiamoci nella correzione e Gesù farà il resto!  

Preghiera dei fedeli

Fratelli, il Padre che sta nei cieli conosce in profondità i nostri cuori e sa di quali cose abbiamo bisogno. Rivolgiamogli con fiducia la nostra preghiera, dicendo:
Si compia, Signore, la tua volontà.

Per la Chiesa, perché fedele al messaggio evangelico, si mantenga sempre pura e semplice, per celebrare la perenne liturgia di lode al Padre. Preghiamo:
Per i nostri pastori, perché siano uniti nell'ascolto della parola, concordi nella celebrazione dei sacramenti e zelanti nell'accrescere la comunione tra i fratelli. Preghiamo:
Per quanti hanno responsabilità educative e civili, perché con la loro opera promuovono la crescita integrale della persona, aperta a Dio e al prossimo. Preghiamo:
Per quanti nella vita hanno commesso gravi errori, perché ritrovino le vie della verità e della giustizia e incontrino accoglienza e misericordia nella comunità cristiana. Preghiamo:
Per noi qui riuniti, perché la preghiera semplice e gioiosa trovi spazio adeguato nelle nostre famiglie e accompagni l'impegno e il lavoro quotidiani. Preghiamo:
Per chi non ha ancora la forza di fare la volontà del Signore.
Perché la nostra comunità sia anticipazione del regno di Dio.


O Padre, che in ogni istante ci rinnovi il dono della vita, mantienici nella tua grazia, affinché sappiamo trasmettere al mondo intero la grandezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

mercoledì 19 giugno 2013

MERCOLEDI’ DELL’ XI SETTIMANA DEL T. O.

Prima lettura

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.
Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti:
«Ha largheggiato, ha dato ai poveri,
la sua giustizia dura in eterno».
Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. Così sarete ricchi per ogni generosità, la quale farà salire a Dio l’inno di ringraziamento per mezzo nostro.

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Beato l’uomo che teme il Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.

Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.

Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore

RIFLESSIONI

Desidero fare una mia personale considerazione prima di esprimere le mie riflessioni sulla Parola di oggi.
La considerazione è: da quando ho ripreso a curare il mio blog, che non seguivo da più di un anno, la Parola che leggo e medito ogni giorno, mi sta facendo sperimentare e vivere sempre in modo più profondo e nuovo, l’amore di Dio Padre.
Come è vero che quando più si medita la parola di Dio, più uno si sente pieno di Dio. Si vive veramente nell’amore di Dio.
Io rendo a Dio un grazie particolare e di vero cuore, che mediante questo piccolo lavoro che faccio per aggiornare il mio blog, mi sta facendo preparare nel modo migliore per celebrare la ricorrenza del mio 50° di sacerdozio il prossimo 29 Giugno.
Questa mi testimonianza non vuole essere una contrapposizione a quello che il Signore dice nel vangelo e che io sintetizzo: FARE SEMPRE DEL BENE E NON SPIATTELLARLO AI QUATTRO VENTI! Vuole essere un partecipare a tutti la gioia che il Signore mi sta dando col curare il blog. Desidero ardentemente che la motivazione che mi spinse a creare il blog, sia di utilità spirituale a molti. Il motivo è: Il blog prende spunto dall'invito che Gesù fece ai discepoli di Giovanni quando gli chiesero: "Signore dove abiti", Gesù rispose: "Venite e vedrete. Andarono dunque e videro dove dimorava..." (Gv 1, 38-39).  
Insieme mettiamoci alla sequela di Gesù e insieme sperimentiamo quanto è bello stare con Gesù. Il Signore chiama sempre e tutti alla sua sequela, spetta a noi accettare la sua chiamata. Gesù non obbliga a seguirlo per forza, lascia liberi. Io posso dire a tutti è veramente bello – gioioso e meraviglioso avere una simile guida.
La parola di oggi, come tutte le volte che leggiamo la parola di Dio, si forma nella mente del lettore una doppia considerazione: quella umana e quella cristiana. La considerazione umana fa desiderare il plauso dagli uomini quando si compie una buona azione o quando si fa un favore a qualcuno o si aiuto una che è in difficoltà. Si vuole che tutti sappiano il bene che si è fatto. Se si pubblicizza, Gesù ha detto che chi si comporta così ha già ricevuto chi ha ricevuto la ricompensa per il nostro bene  fatto. Questa ricompensa non accresce né l’amore verso Dio né l’amore verso chi ha ricevuto l’opera buona. Ogni buona azione fatta deve essere fatta nel segreto più assoluto, direi che nemmeno che riceve il bene se ne deve accorgere del bene ricevuto.

 Preghiera dei fedeli

Il Signore predilige chi si rivolge a lui con umiltà e retta intenzione. Con questo spirito innalziamo al Padre la nostra supplica, dicendo:
Soccorri il tuo popolo, Signore.

Per la Chiesa, perché sia sempre più comunità di preghiera e di fede limpida, maestra di umiltà e di carità fraterna. Preghiamo:
Per i religiosi che hanno abbracciato la vita contemplativa, perché vivano sempre con gioia e gratuità la loro vocazione. Preghiamo:
Per gli uomini in ricerca, perché il desiderio di autenticità e di verità li porti a scoprire Cristo Signore, uomo vero e perfetto. Preghiamo:
Per le persone anziane, perché trovino conforto e consolazione nella fede, che assicura la ricompensa di Dio al servo fedele. Preghiamo:
Per noi qui riuniti in assemblea, perché non cerchiamo la lode degli uomini, ma impariamo a vivere la carità e la penitenza come risposta all'amore di Dio. Preghiamo:
Per i benefattori della nostra parrocchia.
Per i gruppi di volontariato e di carità.


O Padre che ami chi dona con gioia, illumina le azioni del tuo popolo, affinché chiunque ci incontra possa accorgersi della grandezza del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.